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Archivi del mese: febbraio 2015

Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare


 

Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare,

sapeva toccare la linea degli orizzonti

mostrando e togliendomi  una strada celestiale.

Questo vociare di strada

non ha la stessa magnificenza

e s’è indurita la pietra del mio esilio

con la luce  oscura  delle venditrici d’amore

e con il suo gozzovigliare

con il vino della dimenticanza.

La mia memoria vuol dipingersi di pace

in questa grande tela umana

ma mi riporta indietro con infantile desiderio

di rigiocarmi di nuovo la vita

o con un nuovo risveglio di chi mi allattò.

Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare

…non sapeva comparare  la mia anima

nonostante il mio grido confuso

che mi vedeva solitaria conchiglia

senza più nessun ascolto

tra la sua rena immortale.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tormentata fuga del mio cuore


Se… della vita accendo un’altra vita

dovrò temere la polvere

come l’istante di un respiro

chiuso nella corolla del sogno.

Mi vieni nell’ora senza tempo

e scolpisco negli alabastri del mio pensiero

la tormentata fuga del mio cuore.

..Ciò che la primavera toglie

al gelo rassegnato della terra,

tra i miei orizzonti resterà per sempre

e nello specchio dei tuoi occhi

quest’ombra mia… che non vuole

….non vuole mai svanire!

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da “Il dono di un’esistenza”


Più t’amo e più non sai di questo amore…

Sei la salvezza del mio spirito

e nel segreto profondo  del mio cuore rimani.

Ore ventidue e trenta

ognuno s’avvia nel viaggio del sonno

oppure in una tormenta veglia

s’affida alla nuova rinascita del sole

ma i minuti fendono nell’aria

i loro pugnali del tempo.

 

Carmelo Caldone

Pubblico una bella poesia della mia cara amica Nunzia Dimarsico dedicata ad Alda Merini


 

alda merini 2

ALDA…UNA MUSA

 

Resterò chiusa in una pena

e aprirò il mio cuore al tuo dolore

quando ti voleva avvolta in una malinconica sorte!

Penserò a te nelle notti fredde

e nei respiri privi di un colore,

sarò dentro di te e dentro il mio intimo pensiero…

quando si addormenta in una carezza della luna.

Resterò piegata nella curva di un mistero

e scriverò di te…ancora…

fino a quando ci sarai con lo sguardo

nella musicalità della mia vita…fatta di canti d’amore e poesia!

Camminerò piano e farò silenzio

per non svegliare altri rumori

quelli che hanno l’alito di una disperazione…

sarò vicina a te a lambire lieve la tua pelle

per donarle quel brivido di tenera commozione.

Ci sarò se lo vorrai fino alla morte di ogni mio gesto

che si compie nella sensibilità di ogni tuo ascolto.

Vivrò per te e dentro di te

a regalarti l’aura del tuo stesso segreto!

Vivrai in me fino a quando avrò il fiato

per respirare la tua stessa devota magia.

Saremo mano nella mano a camminare piano

riscaldate da quel sole…che spesso si nasconde

dietro una nuvola del tempo…

E saremo una cosa sola in un respiro unito

dalla perfezione di un dolore

e supereremo insieme ogni spasmo acuto della vita…

e ci saremo fino a quando..arriverà l’ombra del mio tramonto!

 

Nunzia Dimarsico

13 febbraio 2015

 

 

Il silenzio della mia Musa


Mi sussurri il silenzio

per forgiarmi dell’amore che ti nutro.

…Ho visto la temerarietà

degli uomini comuni

quando lacerano il velo

delle loro stesse anime

e poi le rinnegano per avvolgersi

dell’ora fatua dei loro  peccati.

…Di bellezza senza eguali

rendi  più bella ogni mia ombra

e m’ascolti quando tarda la sera

il suo riposo sulle altane della notte.

…Per non risvegliarmi d’amaro

e vedere le lame dei miei giorni brillare

devo tornare a ritroso

all’ultima volta che mi hai accarezzato.

…Meglio sostare e per sempre

tra il dormi-veglia della tua mente

mentre mi perdona

questo errare d’elegante

e dolce sofferenza.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

E…quando ritorno


E…quando ritorno

nelle mie stanze

che mi pongo il dilemma

se ho amato abbastanza

ed ho paura di sentirmi vano.

Se non ho tolto dal sorriso un’ombra

è d’impulso involare il mio perdono

ma se ho brillato come esempio

vi è il fiore della mia gratitudine.

Un fiore forse sconosciuto

ma vivente finchè il sole di questa vita

lo possa irradiare

 

Carmelo Caldone

Tratto da “Il giorno è stanco”


Vorrei andare

laddove mi accompagna

una cetra lontana dal fango

e che possa innalzare

le sue note armoniche

sui passeggeri cuori della folla…

Vorrei essere portato via dagli innocenti

nei loro regni senza corruzione

e poi ripartire su treni senza riposo

quando vanno a colpire il centro

di un cuore rassegnato all’oblio.

Mi sorriderà una bambina

e si aprirà un universo,

piangerà una donna

e s’aprirà un concerto

nelle stanze dell’Eterno.

Io vedo tutto questo

con tante fiaccole di perdono e lamento…

Ma il giorno è stanco

e s’aggrappa sulle ali della notte.

 

Carmelo Caldone