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Archivi del mese: settembre 2013

il ritorno a Grottole


il castello di Grottole

Eccomi a voi,mie care pietre millenarie.

Eccomi a te, madre

che ancora ti volti nel pianto,

io l’odo fra questo frusciare d’acque lontane.

Eccomi a te,padre

mentre ti levi maestoso

col tuo scudo in fiamme

in difesa al mio male.

Venite a me

e lasciate che io vi racconti della mia vita

e di dove ella s’è persa.

Venite alla mia porta odorosa di primavera

e allargate le vostre braccia.

Fate come allora

quando cadevo fra i sassi della strada

sbeffeggiando il mio infantile dolore

con i vostri occhi nei miei,

verso il delicato-eterno navigare degli astri.

Carmelo Caldone

Tratto da : (” Le mie Meditazioni”)


Non credo nella parità di un grande sentimento,

le fiamme hanno sempre forme diverse.

E’ difficile specchiarsi in similitudine

nello specchio infranto degli amori.

C’è sempre un sorriso o una lacrima

che l’uno vorrebbe togliere  all’altra.

Carmelo Caldone

Recensione sul trattato delle mie poesie inedite tra”passato e presente” a cura di Edvige Cuccarese (scrittrice)


Tralasciando le raccolte MIA TERRA ADDIO, FUGGIRE DALLA TUA BELLEZZA, SUL VELO OSCILLANTE DI LUCI, è scivolato il mio sguardo su alcune inedite del poeta, dapprima colpita dai titoli mi sono addentrata poi nelle nuove liriche di Carmelo Caldone,in particolare : LA CLESSIDRA DEL MIO TEMPO, NEVICA SUL MARE, IL RISVEGLIO DELLA CITTA’ ,I BAMBINI E LA SERA,TEMO LA TUA BELLEZZA.In queste, il poeta esprime una sensibile e attenta riflessione,profonda e matura osservazione.

Cinque poesie che compongono un cerchio. Il tempo che scorre, che non esiste più tranne nell’archivio delle menti. Ho messo in fila le poesie dando l’ordine di partenza e di arrivo disegnando il cerchio che si configura nella trattazione.

In la CLESSIDRA DEL MIO TEMPO( la prima da cui parto ) spiega il poeta, la brevità del presente che è già divenuto passato:( — Gli attimi si dissolvono e il presente già si veste di passato—) E il passato cosa fa scattare nell’uomo? ” i ricordi” .infatti lui dice: (–con la sua eleganza di ricordi–) Questa riflessione dovrebbe far scattare in noi la spinta a non sprecare gli attimi, a farne tesoro e viverli dando il meglio perchè in un baleno diventano tempo già vissuto, difficile da recuperare e correggere, anche quando c’impegniamo a correggere quei tiri sbagliati che non avremmo dovuto e ci perdiamo attimi di un nuovo presente sacrificato e trascurato nel riacciuffare il precedente. Quindi, molto sottile e illuminante questo imput…..(—l’incompiuto e la fine mi spaventa e quel che è stato sarà una freccia scoccata nel nulla,ma dove finirà?…Dove andrà a colpire?—) Aggiunge Caldone. E riconosce beato è colui che riesce a cogliere la bellezza circostante e si rapporta con essa:  (—beato l’uomo che pone la sua mente all’ombra di un petalo e svela il suo sorriso più puro a chi lo circonda vanificando la tirannia del tempo…) E si domanda:  (—ma io…ma io così vulnerabile alle furie del tempo che farò..?..Dove andrò..?—-)

NEVICA SUL MARE racconta tuta la nostalgia del tempo e per coloro che lo hanno amato e che non ci sono più: (—-M’appare questo cadere d’anime bianche e lontane…sono quelle anime che mi amarono e che ora liquefatte tra le acque tumultuose mi gridano ancora: Che fai? Chi ami?—)

Altro raffronto tra passato e presente si trova in IL RISVEGLIO DELLA CITTA’  paragonandoli al ciclo della morte e della nuova vita. Così la notte muore e cede il passo al nuovo giorno.considerando la notte passato e il giorno presente. Nei versi del poeta troviamo:  (—Nelle vie ritorna il clamore e la notte passata che fu artiglio ha lasciato ferite ai volti un pò leniti dai sorrisi…) E ancora:  (— Si risveglia la città dalla bruma di parole e abbracci che il tutto poi un ultima stella si porterà via—)

TEMO LA TUA BELLEZZA…dice Carmelo ,dando il titolo a una delle sue ultime poesie:   (—è come un despota che mi regna nell’anima tramando catene—) segue:  ( —ma oltre i confini del credo umano questa paura svanirà! Tu sarai nell’acqua dei mari, nel vortice della tempesta e nella parola che da musica…non morirai…! —)  Anche qui troviamo un rifarsi al prima e dopo, il passato cede al futuro che ritroverà come presente riponendo in esso rinate speranze. E dopo la morte che fù perchè breve e la vita che apparterrà al passato, dopo la morte nell’altra vita sarà ritrovata la bellezza temuta. Infatti, conclude: (—ora in questa vita non siamo appagati…sentiremo quanto sarà breve pure il respiro …ma oltre..oltre i confini della notte..potessi posarmi come polvere e coprire quel fiore che ti rammenta…—)

La carrellata di liriche scelte termina con I BAMBINI E LA SERA :  (—-sulle soglie s’è posato il fiore consunto del giorno dopo aver lasciato profumi di sospiri nell’aria…s’è posata l’edera sognante dei bambini sulle grate ferree del cuore umano…è sera i bambini e la sera diademi ed astri nella polvere dei nostri anni…!—-)

Tutto si riconduce,evidentemente ai bambini. Ai nuovi uomini. Dai bambini riparte la vita dell’uomo. Non poteva chiudersi che con loro il cerchio di questo perlustrare lo spazio temporale. Lasciarsi indietro gli anni con la vita vissuta intrisa di ricordi, rimpianti, gioie, dolori e tutto il conseguente, passando la staffetta a chi seguirà nel proprio presente.

Edvige Cuccarese

Recensione sulla mia poetica a cura di Carlo Abbatino(Poeta Giornalista)


Il poeta Carmelo Caldone originario di Grottole. Esplode in una poetica dal grande sentimento che inonda il cuore: L’amore.Un amore espresso in un modo completo e variegato. Nella pubblicazione SUL VELO OSCILLANTE DI LUCI (poesie d’amore)edito per la collana I GIGLI da MONTEDIT ( Milano) . L’impeto dell’animo sensibile e fortemente poetico, scaturisce nella linearità versatile che l’autore percepisce e fa emergere un testo che ha una variabile costante: la forza interiore dell’anima che sprigiona sensi, essenze, osserva, bada, rammenta, commenta e tumultuosa impegna la mano a scrivere versi, canti, poesia. il suo altero sguardo e la sua voce di forte ampiezza rendono la produzione poetica di ampio respiro e anche di velata tristezza,malinconia e melanconia e le caratteristiche che si possono raccogliere guardando il poeta Carmelo Caldone, ascoltando il poeta Carmelo Caldone. Sono sempre più evidenti nella sua metrica, nella sua poesia che diventa anche un sorta di angolo per evitare di farsi sopraffare da un grappolo di situazioni vissute, evocate, soffocate.

La poesia di Carmelo Caldone è una rarefazione dell’aria che si fa cristallina e lascia contenuti di forte incisività. ogni verso,ogni poesia che viene fuori dalla sensibilità del suo animo fa emergere attraverso la lettura una forza letterale che diventa possenza e lo si avverte in piena forma icastica. Il suo poetare si fa spazio nei rivoli dell’anima e alla fine tutto trova luogo di approdo , come il cambio del giorno che succede alla notte.

Carlo Abbatino

PER AMORE NON TI DICO CHE TI AMO


 

 

Io non scrivo solo per amarti donna

ma scrivo per lasciarti libera di andare

e per amore non ti dico che ti amo.

D’altri fini è il mio cuore

è simile ad un faro di stella

che t’illumina i capelli nell’ombra.

Inciderò sul marmo che un dì reggerà il mio corpo

la tua bellezza senza fine

e quest’aria di vita,quest’aria d’esistenza

a nulla servirà , poichè come il fiore e l’onda

passeremo e ce ne andremo.

Meglio negare l’amore

e costruire in silenzio la scena della tua felicità

che portarti fra le mie strade senza domani

o nel freddo baccano di un bar

dall’acre profumo delle mie perdizioni.

Inciderò sul ghiaccio della notte

le mie poesie per te

e ti coprirò col calore del mio pensiero

quando tremerai all’abbraccio di un altro amore.

Io non scrivo solo per amarti donna

ma per amore non ti dico che ti amo…

 

Carmelo Caldone

 


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