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Archivi categoria: poesie

Le nostre nuvole


Lo scenario s’è aperto e noi spettatori dei nostri stessi ricordi navighiamo su queste nuvole….i parchi lontani sono fioriti ed odono ancora le nostre parole di un tempo…ci cerchiamo con treni e navi nei binari e nelle acque della mente ma l’arrivo sarà solo nel sonno e nel suo silenzio lunare…qui il paesaggio m’accoglie come un figlio con le sue miille rose dimenticate dal destino…..una via tra i luminari della metropoli e l’eco materno sulla mia fronte qui navigano ancora su queste balze bianche…lo scenario s’è aperto e i parchi lontani al leggero muovere di brezza inneggiano ancora i nostri nomi… all’iride vivo di ogni giorno ed ogni notte……..

Carmelo Caldone

Il lamento degli amori perduti


La falce della dimenticanza miete il suo grano e noi spighe d’oro amate dal vento  ci pieghiamo sempre di più alla terra,

le barche dei cieli ci hanno perduto, non vedi? ma noi in qualche deriva dell’esistenza tremiamo nell’ora dei giorni e delle notti ed entrambi lontani non ci possiamo soccherrere …dove sei…dove sono…

oh noi sfingi del presunto infinito che negli abbracci non siamo che divenuti polveri…fossi pietra o monumento millenario quando si nutre di voli e preghiere io negli occhi degli umani mi sfalderei e sarei simile ad ondosa lacrima che s’arena…oh noi sfingi di un presunto infinito……dove sei…..

Carmelo Caldone

Io e la mia solitudine

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Stasera tra il vociare d’allegria della gente ci siamo parlati..eravamo nei ritrovi degli innamorati quando sfidano con il loro amore l’ala severa del tempo…puntuale mi arrivi senza tradire…mia solitudine dai volti multiformi, dalla bellezza stellare, dalla bellezza negli occhi degli innamorati..stasera tra il vociare d’allegria non mi hai lasciato e mi hai accompagnato sino a casa come fossi ubriaco di te e del tuo universo….

 

Carmelo Caldone

Il campanile della chiesa Madre

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campanile

Austero e svettante tra le casupole bianche dove s’illanguidisce il giorno sui tetti muschiati dal tempo.Pastore impietrito che rimiri le tue anime e t’espandi nel cielo con voci di campane…Vorresti toccare una solitaria stella tramuta in pupilla perduta ma viene sera e poi notte e quasi più non ti scorgo se non tra veli di nuvole delle tue spose lontane…

Carmelo Caldone

Un rapido pensiero alle ore venti e trenta

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Più importante di una tristezza quando ti sfiora sarà il ricordo di qualche sorriso che hai accesso…ascolta prima di ascoltarti e vedrai che troverai la tua vera bellezza.

Carmelo Caldone

 

 

da”Le mie poesie alla luna”


 

Ognuno alla lucentezza che veglia la notte sta nell’abbraccio di un ricordo …o al pellegrinare del cuore segnato e rapito sotto la palpebra dell’astro…il polline dell’esistenza si sparge e le voci sono tra le labbra del vento quasi a sussurrare ogni nome amato
ma tenera e fugace l’ora trascorre e sulle ghirlande del cosmo il respiro del fiore tentenna e reclina…. sempre più insaziato d’amore……è la nostra vita…

 

Carmelo Caldone

Cosa c’è tormentata anima mia


Cosa c’è in questi pensieri miei

mentre dorme e grida la città.

Cosa c’è tormentata anima mia

che sei in qualche luogo dove si lamentano

i tulipani del cuore al forte vento dei destini

eppure siamo in vita tutti e due

ma siamo in ritardo

in ritardo

e non siamo che pagine incompiute….

Cosa c’è perduta anima mia.

 

 

Carmelo Caldone