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Archivi del mese: dicembre 2014

Dove sarà mai quel luogo


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Dove sarà mai quel luogo che noi…sazi d’amore ci ricongiungeremo.

Nulla rimarrà della fiamma

se non il ricordo della sua cenere.

Nulla rimarrà delle nostre parole

se non in questa  eco di vento

fra le cime degli alberi

e le fiorite piane.

Così va la vita e l’amore

ed io mi libererò da ogni tristezza

perchè puntali s’affacceranno

i nostri desideri verso l’estremo

senso della felicità.

Perchè dunque tristezze

o i vostri addii d’amanti,

non vedete come il cielo

ci prepara qualcosa d’infinito

e gli astri,  l’impetuosità dei mari

e la rugiada senza specchio di lacrima

sui volti immortali di rose

per sempre si piegheranno

sulla nostra esistenza.

…Io li sento, li sento

in un richiamo senza fine.

 

Carmelo Caldone

Alla serata di premiazione a Marconia (menzioni speciali alla poetessa Nunzia Dimarsico) 28 dicembre 2014


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Nunzia Dimarsico

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io e Rosa Loponte nella declamazione della mia poesia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La mia strada natale


la strada natale

Furori di memorie

sulle  vecchie mura

che a  drappi di quieti voli

ancora m’invitano  a disfiorire

la nomade fanciulezza.

Venni poco fa nella mia strada natale

quando ormai ha parlato  il Tempo

delle mie  giovanili  corse:

-E’ tardi figliolo

l’ombra del falco

ha irrorato ogni tuo  narciso

e stanno ormai i pozzi

con  l’eco dei tuoi versi d’allora

all’ombra della luna.

E quella madre tua al ricamo bianco

t’intreccia ancora  nuove primavere

con l’inno dei tuoni “voletegli bene”!

E quel padre tuo sul fianco del castello

nell’incudine batte ancora il suo martello

quale eco che rimbomba del suo forte cuore.

Se ne andrà stasera un cane in solitudine

con la notte fra i suoi denti….”

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

aristocratica, luminosa la poesia di Carmelo Caldone di Giacomo Amati


GIACOMO AMATI

25 Ottobre 2014

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Raffinata, aristocratica, luminosa la poesia di Carmelo Caldone

di Giacomo Amati

MIGLIONICO. Raffinata, aristocratica,luminosa:possono essere racchiusi in questi tre aggettivi i tratti distintivi nella poesia di Carmelo Caldone, poeta grottolese(56anni) coniugato e padre di due figli, autore di ben tre libri. il più recente “Sul velo oscillanti di luci”,collana i Gigli editore Montedit di Melegnano (Milano), ne contiene quaranta. Sono legate da un unico filo conduttore; il loro comune denominatore è il sentimento dell’amore, concepito come un linguaggio universale capace di affratellare gli essere umani e i popoli dell’universo. Per capire e gustare la poesia di Caldone, allora, non resta che far leva su di un concetto- chiave: è quelllo dell’amore. Un moto interiore forte che contraddistingue l’animo dell’autore e che pervade le sue liriche fino ad attrarre il cuore e la mente del lettore. Gli altri temi che ispirano la vena creativa di Caldone che, dopo aver vissuto per motivi di lavoro, per 45 anni a Fagnano Olona in provincia di Varese(vi emigrò da bambino nel lontano 1965, unitamente alla famiglia), da alcuni anni,  è tornato al suo paese natio, ove adesso risiede, sono quelli dell’amicizia, dell’immigrazione, degli affetti familiari, della natura. Non mancano ovviamenti i riferimenti ai valori della pace e della solidarietà. Si tratta di contenuti, ad ogni modo, che non brillano di luce propria, nel senso che vengono descritti solo e se sono funzionali a quello che resta l’elemento motore e distintivo della sua poesia: cioè l’amore. Cos’è allora l’amore  per Caldone? Scopriamo nelle sue sfacettature salienti “Amare-dice l’artista-significa prendersi cura del prossimo: bisogna farlo senza porre condizioni di nessun tipo”.Ne discende che l’amore non è un espressione retorica; al contrario, è un valore che rende migliori: arricchisce sia chi lo dona che colui che lo riceve. Ma, questo sentimento che “è come un faro che illumina la rotta dei naviganti e la via maestra da percorrere” non è concepito soltanto come una virtù, ma anche come capacità di comunicazione e conoscenza dell’animo umano. Non può essere accompagnato, nel modo più assoluto, dal dubbio nè da una condizione di costrizione. Si può, forse, amare controvoglia? L’amore, quindi, si fonda nella libertà dell’animo umano ed implica un’azione d’intelligenza e di etica alta: non può prescindere dal rispetto del prossimo. Conclusione: “la felicità dell’uomo-sembra dirci Caldone- sta nella capacità di amare più che in quella di essere amato. “Non può essere un mezzo, ma solo un fine”: il più alto che l’essere umano può desiderare di perseguire. Su questo valore la poesia di Caldone, quindi, è un inno all’amore,quello puro,considerato nella sua accezione celebrale e di spiritualità. E’ L’amore come verità.

Giacomo Amati

 

Tratto da”i miei pensieri dispersi”


Ci sono uomini che declamo i loro desideri

senza accorgersi del prossimo.

Ci sono persone speciali

che sanno ricambiare

tutte le emozioni di un cuore

ma porgono comunque una realtà visiva

e  i loro profumi d’esistenza

ti sanno accompagnare  nella luce.

Una volta ero grande

nel solo dare consigli…

e quando mi accorsi che nessuno

poteva farlo per me

vidi un arco e una freccia

sulla parte di un corpo celestiale

che mi puntava il cuore e l’anima

e mi centrò nella delicatezza

come quando si sfiora le labbra

per alimentare un sorriso

e ti sussurra che non potrai mai

essere solo.

Potrei rimanere comunque solo

in questa vita e le sue circostanze

e capire un poeta

non è facile a tante menti umane.

Stasera venti e quarantacinque

comunico il patto con la mia vita,

le dico che Lei è  importante

e forse al suo cospetto

sono meno importante io per Lei

…ma non importa

ci sono persone speciali

e vedo un arco ed una freccia

che mi punta il cuore e l’anima

sulla parte di un corpo celestiale

 

Carmelo Caldone

Ai miei cari sostenitori (un anno di eventi condivisi con voi)


 

Manifesto

Poesia al castello di Grottole

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presentazione del mio ultimo libro a Matera

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recita a Palazzo Lanfranchi (Matera)

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recita al Palazzo dei poeti di Tursi

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serata di premiazione a Montescaglioso

attestato di merito alla mia cara amica poetessa

Nunzia Dimarsico

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sodalizio con la Compagnia dei Lettori (Montescaglioso)

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recita al chiostro di Grottole

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serata di premiazione ai bambini di Grottole

concorso “La voce del cuore”

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Poesia al castello di Miglionico

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riconoscimento al concorso Leandro Polverini

di poesia edita città di anzio (Roma)

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ospite alla presentazione del libro

di F. Paolo Calciano

Recita la sera del 28 3

ospite dell’associazione Magna Grecia Lucana di Torino

LA STTIMANA

Ultimo premio al concorso di MATERA POESIA

 

 

 

 

 

 

I miei appunti di strada


Se non fosse per la ragione

e l’intelletto

il mio silenzio avrebbe voce.

Una voce che potrebbe  dar vita

ad un amore superiore

all’amore stesso.

Molte volte mi chiedo

se non sia meglio confondersi

con la gente comune della folla

e ubriacarmi con la stessa allegria

di una sera

tra i banchetti della pochezza

e dai baci vermigli

dal sapore di un  dolce- amaro.

Ho il dono di una cetra

che in fin di conti…pochi la odono

ed ha lo stesso dissapore

di un petalo piegato nell’inverno.

Devo comunque andare

per la mia strada

senza mai chiedermi

di chi mi ha tramato questo destino.

I luminari di festa

hanno lasciato l’appello degli uomini

nella strada

di ciò che non ritorna al cuore

e di ciò che il domani, nell’ansia

lascia bocche sospese.

La mia ragione potrebbe essere assurda

in quanto la vita riserva comunque una meta

una  meta che ha il folle

e una meta che ha il saggio.

Vorrei preferire la prima ipotesi

…almeno potrei dire d’aver vissuto

nella verità del mio cuore…..

 

Carmelo Caldone