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Archivi del mese: luglio 2014

Un segreto


Un segreto custodito tra gli anelli delle mie ore

brilla nella dolce o tormentata attesa

di rivederla nella sua bellezza.

Primavera che non finirà mai

nascita eterna senza morte

fuoco perenne tra i baluardi del tempo

diadema che brilla  senza eguali

tra i veli oscuri del peccato

tenera rosa che fiorirà nelle tenebre

nelle mie mani congiunte

sotto la terra che fu il mio cammino

petalo di neve nel mio iride in pianto

fiorito nelle  fiamme  dei suoi occhi.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

Una poesia dedicata a Carmelo Caldone scritta da Nunzia Dimarsico(poetessa contemporanea)


AMMIREVOLE POETA

(a Carmelo Caldone)

 

Ti culli nell’alito di una leggiadra Musa

che…nell’eleganza di un tempo ambito

ti ammalia con un benevolo e raffinato sorriso.

 

Scrivi nel fremito di un pensiero

e nel vibratile di una sua danza sublime.

 

Ascolti nella musica sincopata di una sua voce

e non ti distrai dai rumori ingombri

di una quotidiana angustia,

urli al mondo ogni gioia che dona

nell’angolo di un ripescato silenzio

cantando nella dolcezza di un verso

ogni sua…ingenua e garbata grazia.

 

Vagabondi nella sera con i tuoi foschi pensieri

e annoti nella fretta…

ogni rapido riflesso d’un desiderio.

Da solo…urli il bisogno di poetare

nel frastuono di una vita

pregna…di oscillanti ed intrepide incertezze.

 

Nella poesia rafforzi un tacere

che liberi nel gemito di una rima

e sempre…lì ti trovi, sgombro d’ogni inutile illusione

e felice d’esserci ancora…con una gentile riflessione

in un presente unico e vero

nella sequela di un altro tempo…foriero di tumulti e bonacce

nell’alternanza convulsa…di un’esistenza…

da ammirevole ed errante Poeta

nella fantasia geniale di un’amicale solitudine.

 

Nunzia Dimarsico

 

Il peccatore


Lo incontrai al binario quattro

stazione Santa Maria Novella.

Nella pelle era blasonato da ignoti viaggi

me ne accorsi dall’andamento stanco

come chi si ripiega in se stesso

lontano dall’allegria dei cieli

e dei suoi  stessi anni.

Ponte Vecchio un pò  lontano

lo chiamava a nugolo di voli

per  una recita in strada.

Mi disse che era un peccatore

ma io non credevo alle sue parole

forse perchè era un attore

e recitava la sua parte

o forse per una lirica scritta

nel palmo della sua mano

con il suo  finale:  –perdonatemi!-

Lo incontrai al binario quattro

e vidi tutta la sua lirica

….ebbene, non era così peccatore come diceva,

aveva solo giocato d’azzardo  ai dadi della vita, perdendo

una parte migliore del suo cuore

 

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

La betulla


Ho nostalgia della mia casa del nord

con la sua giovane betulla a novembre.

 

Ho nostalgia degli amici della stazione

che contavano le stelle cadute sui binari

e poi la scommessa su un treno

…che non si sarebbe mai fermato!

 

Ho nostalgia della mia casa del nord

con la sua betulla stanca a novembre.

 

Ho l’emozione del mio ritorno

sulle mie pietre natali muschiate dal tempo.

Ho l’emozione di un’incontro

ho l’emozione di una creatura

che  stringe nelle sue mani le mie sillabe

liquefatte dal mio cuore

…ma altrove scriverà la musica della sua vita.

 

Ho nostalgia della mia casa del nord

con la sua betulla ormai caduta a novembre…

 

Carmelo Caldone

Il fiume


Amore…tormento…passione…perdizione.

Quattro simboli   nella tua  corrente

e il ponte sopra… ne custodisce   il viaggio

simile ad un padre nell’estasi di una paura.

Fiume che vai verso l’olimpo

dove si quieta ma non finisce mai

ogni parola d’amore,

fiume che ami la sponda che ti sostiene

e bagni l’orma che non si scioglie ancora.

Ti componi nella perla del cielo

quando t’avvolge in un  magnifico ritratto.

Tormento aperto a corolla di rosa

amore nella dissolvenza della luce

passione calata negli abissi

e perdizione al pianto delle madri.

Quattro simboli nella tua  corrente

verso l’olimpo

dove si quieta ma non finisce mai

ogni parola d’amore.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esilio


Troppe violenze che non mi danno pace…

Bambini lesi  da  mostri creduti uomini,

donne che fanno i conti con la loro bellezza

ma poi recise  da secondi fini da uomini

creduti uomini.

Invidio la foglia che si sposta nel  vento

per cercarsi finalmente la  sua pace.

Invidio le montagne che sfiorano la mente Divina

e la neve che copre  la terra arida

ma il mio  esilio è  soltanto quaggiù

dove fiorisce la pietra

e la ginestra dai profumi di lontananza.

Il mio esilio è nel tuo cuore per farti grande

…mio amore.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

Quando l’amore va oltre


Vedo chi si ama…. intrecciarsi nei corpi

nell’indifferenza di un’aria  che li sostiene,

è un amore normale

poichè si fonde nell’ unico diamante visivo.

Quando l’amore va oltre

pure il dolore ha un’altro senso e brilla di più

e le domande  sono solo sussurrate dentro

per non avere la violenza di una risposta.

Quando l’amore va oltre

si sosta nelle scale della vita di chi si ama

e ti fai angelo quando lei sarà stanca

per accompagnarla sino  all’ultimo piano

per darle la magnifica visione degli orizzonti.

Lasciala andare se  in una stazione della vita

siete arrivati   in ridardo,

amare è anche non avere

amare è oltre quello che non puoi donare

e per non farla morire nella stanchezza dei giorni

la  devi accompagnare con un’arpa invisibile

che solo  lei… nella riva dei tuoi occhi la potrà vedere.

E… tu amore mio  non  dirmi nulla e non farmi domande

per questo amore che va oltre e che non sai

perchè io non ti risponderò.

…L’una di notte, le due di notte,le tre di notte

e poi arriverà la salvezza del  mio sonno

e tu che veglierai  e mi amerai  solamente

solamente  …nel mio sogno…

 

Carmelo Caldone