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Sabato 31 Agosto in piazza a Montescaglioso Carmelo Caldone recita le proprie poesie

La sognatrice


Da qualche parte

c’incontreremo

e si apriranno i sipari visivi

dei nostri sogni.

Ora si concatenano le stagioni

ma noi non sentiamo

le loro evoluzioni

è solo la stasi di un’alba

che per generosità divina

non s’arena più sui nostri sguardi.

Brillò un tempo quello che doveva essere

amore eterno

e nel perdersi al vento

la fragile farfalla del tuo respiro

sul mio petto con eleganza si posa…

Col mio rovo di rimpianti ti cerco

che hanno ormai solo lucentezza

di una preghiera sul tuo fianco…

Dell’amore esaltasti il magnifico senso

Che concede alla vita

almeno effimera bellezza

ma volti  il viso alla  sera

con un bacio fermo

che più non mi trova.

 

Carmelo Caldone

 

L’odio e l’amore(colloquio)


Una notte sognai

due soldati senza tempo

in un vasto campo senza confini

che si parlavano.

Erano l’odio e l’amore…

L’odio disse all’amore:

-La storia ha parlato di me

e alcuni uomini da me toccati,

hanno piegato popoli al loro volere!-

 L’amore rispose:

-Io non ho mai piegato nessuno

e che la storia parli di me

poco m’importa,

preferisco agire nel silenzio

e al contrario di te

ho riposto nei popoli la speranza.

 La tua presenza è una devastazione

che nemmeno davanti ai bambini

sai fermare

ma perderai sempre nell’era dei tempi

perché soccomberai all’arma del perdono e della pace.

 Un giorno ritornerai da me

discacciato dai nobili cuori

e mi chiederai dove potrai trovare

il vero respiro nel tuo ultimo respiro….–

 

 

 

Carmelo Caldone

Le nostre nuvole


Lo scenario s’è aperto e noi spettatori dei nostri stessi ricordi navighiamo su queste nuvole….i parchi lontani sono fioriti ed odono ancora le nostre parole di un tempo…ci cerchiamo con treni e navi nei binari e nelle acque della mente ma l’arrivo sarà solo nel sonno e nel suo silenzio lunare…qui il paesaggio m’accoglie come un figlio con le sue miille rose dimenticate dal destino…..una via tra i luminari della metropoli e l’eco materno sulla mia fronte qui navigano ancora su queste balze bianche…lo scenario s’è aperto e i parchi lontani al leggero muovere di brezza inneggiano ancora i nostri nomi… all’iride vivo di ogni giorno ed ogni notte……..

Carmelo Caldone

da i primi quaderni infantili alle vie del sogno


Il lamento degli amori perduti


La falce della dimenticanza miete il suo grano e noi spighe d’oro amate dal vento  ci pieghiamo sempre di più alla terra,

le barche dei cieli ci hanno perduto, non vedi? ma noi in qualche deriva dell’esistenza tremiamo nell’ora dei giorni e delle notti ed entrambi lontani non ci possiamo soccherrere …dove sei…dove sono…

oh noi sfingi del presunto infinito che negli abbracci non siamo che divenuti polveri…fossi pietra o monumento millenario quando si nutre di voli e preghiere io negli occhi degli umani mi sfalderei e sarei simile ad ondosa lacrima che s’arena…oh noi sfingi di un presunto infinito……dove sei…..

Carmelo Caldone

Io e la mia solitudine

Inserito il

Stasera tra il vociare d’allegria della gente ci siamo parlati..eravamo nei ritrovi degli innamorati quando sfidano con il loro amore l’ala severa del tempo…puntuale mi arrivi senza tradire…mia solitudine dai volti multiformi, dalla bellezza stellare, dalla bellezza negli occhi degli innamorati..stasera tra il vociare d’allegria non mi hai lasciato e mi hai accompagnato sino a casa come fossi ubriaco di te e del tuo universo….

 

Carmelo Caldone

Ode alla poesia


Da dove sei venuta? Mi comandi come un’avida regina… hai navi che sanno approdare senza nessun faro…non t’importa che io gioisca di felicità personale ma mi apri un mare negli occhi degli altri …ti benedico e ti maledico e m’addormenti il male degli uomini….ridi per la mia fatica nel rincorrere l’acume senso dell’eternità..da dove sei venuta? …mistico gene o malattia d’amore.

Carmelo Caldone