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Archivi del mese: febbraio 2014

Il poeta di strada


Non c’era nei suoi occhi

il lampo del sorriso

nè l’enfasi di ritornare .

Ritornare dove?

Non era nato per ingannarsi la vita

ed era stanco

dell’orologio malato dal tempo

che puntava le sue lancette

in chissà quale cuore lontano.

Vendeva l’allegra-tristezza in versi

sulle soglie dei bar

per pagarsi l’illusione di vivere.

Quattro donne voltate di spalle

se ne andavano nella  sera:

era la notte, il giorno, l’alba

e il suo dormire.

Chi violò il suo tempo felice

quando la musica dei versi

era una ghirlanda tra le galere

della ragione

e vestiva il nudo effimero del corpo

come un mantello d’eternità.

Dov’è

col suo tardivo pentimento

la dea che uccisce la cetra del poeta.

Dov’è

colei che indossa l’abito da sera

macchiato d’altri amori

che poi lo fa cadere sul pavimento

come un magnifico petalo…perduto.

Carmelo Caldone

Un rimpianto d’amore


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Mesta nel cammino…ti sento

con quel rivolo di lacrima che scende

e si fa perla sul limitare della bocca.

I tuoi occhi riflessi

nello specchio dei miei pensieri

mi sfuggono oltre la linea degli orizzonti

e cadono liquefatti in piogge lontane.

Le tue parole occultate

ai rumori di treni in partenza

dolgono come spine nel’anima

e ricreano il sangue fluente dell’addio.

Non siamo che povere foglie

straziate fra i rovi della memoria

o amanti svaniti

nella grande teatralità del destino.

Non siamo che sensazioni dissolte

nell’apparire di nuove albe,

non siamo che acqua e neve

vulnerabili alla spade del sole.

 

Carmelo Caldone

Una macchia d’amore sulla rosa


A che serve raggiungere il fine

di un grande sentimento

se poi non siete  in grado

d’intrecciare la pace e la felicità.

Meglio non stravolgere

e non chiedere corrispondenza

ma lasciate  la rosa immacolata

nel suo splendore.

Amatela  in silenzio

e non liberate  il cane feroce

della gelosia

con i suoi candidi oscuri

denti alla luna.

Tornano comunque le meraviglie

e le parole non gridate

saranno le migliori lodi.

Non chiedete corrispondenza

per cingere  d’avidità

il vostro ego.

Tornano le stagioni

e gli amori vivono e  passano.

Meglio non macchiare d’istanti

ciò che in questa vita si dissolve

e voltate la pagina dei vostri desideri,

leggete le scritture dei domani

i domani di chi amate.

…Non  datele mai ombra

quando  cerca sollievo al sole.

Carmelo Caldone

Alla bellezza


Mai…

mai carezze indegne

possano scendere

sull’onda dei suoi capelli.

L’aria intorno al suo volto

è ferma

quasi  a sigillare una sfinge

e osannarla nei templi

dove fiamma terrena non si spegne.

Tende l’inverno degli anni

il suo arco

ma nei suoi occhi, il trono

per quello che nasce e non muore mai.

…Bellezza

ambita pace o ingrato desiderio.

…Ingrato desiderio

quando disturba la quiete della rosa

e  disturba il sogno del suo sogno.

Quanto rumore d’inutili lodi

sulla farfalla che ama  il silenzio

e la luce.

Quanta inutile vita

se il suo sguardo volge altrove.

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

La mia musa sta in silenzio


Nulla vale sentirsi dire “maestro della parola”.

Che senso ha involare le grida del cuore

in questo vortice d’illusioni.

Pure la mia musa stasera sta in silenzio

e  mostra i suoi freddi altari

con una lenta fiamma da me lontana.

Si sono posati stormi di corvi

sull’albero tentacolare della mia esistenza

e i miei  prati velati

dove l’orma del peccato non esiste

d’improvviso si macchiano di premonizioni.

…Il mondo è fuori da me

e più l’amo… e più mi deride.

Nulla vale sentirsi dire  “maestro della parola

quando è devastante la bellezza apparente

e non s’ascolta mai il lamento notturno

di un fratello di strada.

Che senso ha questo desiderio

d’involare messaggi nella penombra

una penombra che vuol vivere,

vuol vivere …nella luce dei vostri occhi.

Carmelo Caldone

Il destino


Un nugolo di anime

imperlano la tua fronte.

Hai  il volto senza espressione

impassibile alle gride dell’umanità.

Pensoso ma senza perdono

sei   nel mezzo di due colonne

una s’erge per l’amore

e l’atra per l’odio.

Ti chini  quando dorme la notte

e vegli il respiro dei tuoi  figli

o per effimera virtù

accendi il faro di un’agognata  meta.

T’mploro nell’ora più efferata

quando dormono e vivono  i mie simili

nelle braccia credute immortali

ma poi… per un’ improvviso tuo comando

cadono storditi alla vita.

Vorrei smuovere i tuoi fini

nell’assoluta mia preghiera,

smuovere i tuoi fini

per avere la clemenza di pace.

…Ma stai fra due colonne

e non t’avvedi nè porgi il sorriso

a chi… tra le vie barcolla

e si lascia andare simile ad una  barca

nei mari del tuo eterno vento.

Carmelo Caldone

Ode agli innamorati


innnamorati

Con ali racchiuse  nella tormenta,

consegnano  l’uno all’altra

il rapido dono del bacio

come spina che dolcemente duole.

In questo giorno, rimbalza l’eco

delle anime ritrovate

e s’argenta  il leggero o temuto  pianto

nel ferreo scrigno del tempo.

Nulla esiste nei loro  occhi

se non la visione del volto amato

e cadono in un grande teatro di stelle

le loro parole.

Quanta virtù designata

per dissolvere la propria vita

in una sola,unica  vita

e,  poi  morire dentro per far vivere l’amore

con le sue  labbra confuse di paure.

Questo giorno non teme la fine

poichè  i corpi s’aprono agli astri

lasciando nelle strade la traccia

di qualcosa di grande che va lontano

o  solamente lo strazio

ahimè…di una perduta ombra!

Carmelo Caldone

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