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Archivi del mese: dicembre 2016

…Ma che ne sappiamo noi


Ma che ne sappiamo noi se non siamo amati come vorremmo…ma che ne sappiamo noi se non siamo all’altezza d’amare come altri vorrebbero essere amati…siamo solo i ricercatori della luce nelle spire del buio..ed il fiore della menzogna sosta ad ogni ombra del sole, non vedete? Non c’è beatitudine ad ogni evento ondoso dell’anima se non abbiamo navi in delirio che s’inventano porti per creare infinite sensazioni d’arrivo …ma che ne sappiamo noi se non somigliamo alla rosa dell’amore alla viola vellutata del perdono e alla neve che dilaga con biancore sulle cose oscure della terra….

Carmelo Caldone

Sceglierò il migliore dei silenzi


Sceglierò il migliore dei silenzi

non per fuga

ma per estasiarmi di un modo

che mi nasconde la migliore ombra..

e poi via…andremo via

lontano da menzogne, da invidia e miseri compromessi

e se non ci sarà un amore me lo inventerò

e poi via…via lontano…lontano.

Ognuno fa i conti con i suoi giorni

e poi non s’avvede che muore il sole

all’alba della propria anima….

non per fuga o per vigliaccheria

io sceglierò il migliore dei silenzi

di quelli che t’inventano un amore

anche se non ce l’hai e poi ti porta via …via lontano…lontano

Carmelo Caldone

Se blando è il cammino


Se blando è il cammino e feroce sarà il rimpianto delle felicità perdute non dobbiamo temere fra le pallide lune la nostra precarietà ma negli occhi di chi ci ricorda sarà lieta pure l’ombra per un segno d’amore che abbiamo lasciato.

Carmelo Caldone

A Calliope


 

Sono felicità dissolte al solo dono di un cuore
se fuori tra altri umani singulti le anime non tremassero come un mare nella bellezza del creato… e a te Calliope rinata nelle visioni di un delirio o tra le acque con approdo di chimere, io m’affido…e nell’esangue calice dei miei versi assetato di vita,io bevo… e di speranza rifuggo ancora sotto la scrittura della tua ala…

Carmelo Caldone

La tentazione di un sogno


quell’ape che ritorna al nettare inebriata

e scompagina il suo timido cielo

di qualcosa che nel piccolo petto più non sente

se non il desiderio di ritornare alla bellezza del fiore.

E…tu uomo che ritorni alla tentazione di un sogno

non saprai mai di come è più rapido  il tempo.

Non giudicherai il prossimo se avrai il senso

del peccato alla porta

e nei viali il sospiro di qualcosa di grande perduto.

Come l’ape alla breve sua vita

tra le ciglia dell’Eterno.

Carmelo Caldone