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Archivi del mese: luglio 2014

Lascia che io richiami a me i messaggeri dei miei versi


Ci sarà un giorno

che al raduno dei miei  pensieri

non potrò mai più

manifestarti il mio amore.

Lascia che io richiami a me

i messaggeri dei miei versi.

Tu sarai seduta sul trono dell’indifferenza

con immutata bellezza

ma altresì irraggiungibile

così irraggiungibile da sfidare

il più magnifico dei sogni.

Ci sarà un giorno

quando la luce e l’oscurita, in conflitto

mi piangeranno addosso le loro piogge

ma non avrò disperazione

poichè come l’albatro che non conobbe mai

la sua isola tra le alcove sincere delle nuvole

così io approderò  senza illusione

nel limo dei miei giorni.

Ci sarà un giorno che richiamerò a me

i messaggeri dei miei versi

nell’ultima ed emblematica versione della mia vita

ormai e  per sempre genuflessa

al trono della tua indifferenza.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare


Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare

lui sapeva toccare la linea degli orizzonti

mostrando e togliendomi  una strada celestiale.

Questo vociare di strada

non ha la stessa magnificenza

e s’è indurita la pietra del mio esilio

con la luce  oscura  delle venditrici d’amore

e  il gozzovigliare con il vino della dimenticanza.

La mia reminiscenza vuol dipingersi di pace

in questa grande tela umana

ma mi riporta indietro con infantile desiderio

di rigiocarmi di nuovo la vita

o con un nuovo risveglio di chi mi allattò.

Ci fu un tempo che sentivo nemico il mare

…non sapeva comparare  la mia anima

nonostante il mio grido confuso

che mi vedeva solitaria conchiglia

senza nessun ricordo tra la sua rena immortale.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

 

Si definiva una dea


Avevo dato una parte migliore del mio cuore

che mi era sfuggita alla ragione

nelle mani di una donna  che si definiva  dea.

Mi accorsi però che non sapeva amare.

Lei giudicava gli uomini come candele

ed erano preziosi finchè avevano la fiamma viva

quando illuminavano la sua finzione oscura.

Gli uomini li buttava via

come cera consumata

e non si chiedeva con quanta disperazione

finivano i loro giorni.

Ora preferisco una dimora solitaria

col suo via-vai di rondini,

preferisco non specchiarmi più da uomo

per ingiusta sconfitta

e per aver dato quel tempo una parte migliore

del mio cuore.

So che nell’umiltà vi è la bellezza vera

ho avuto il dono e l’estasi di incontrarla poi,

col suo sorriso e la nobile accortezza

come la protezione di una meravigliosa ala

sull”accecante umano peccato.

 

 

Carmelo Caldone

 

Nell’anima…un segreto

Inserito il

Quello che mi appare ha il suo tempo

ma nella mia anima ho un diamante  segreto,

è solamente un bacio prima di fiorire

è solamente un segreto che rafforza il mio pensiero

è solamente amore grande,

rimasto grande senza manifestarsi

per non morire mai.

Quello che mi appare ha il suo tempo

quello che mi porto dentro l’anima

è il diamante che vince il sole

e risveglia campane nella meraviglia dei paesaggi.

Nell’anima… un segreto

senza il dolore dell’addio

senza la paura della paura,

è solamente  una dolce infinita prigione

che mi rende  la libertà  di sognare…

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

Su quel luogo dalle testimonianze di pietra (l’incontro)

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Tornarono  lassù dopo vent’anni

su quel luogo dalle testimonianze di pietra.

Avevano ormai nelle vene

il veleno lieve di un altro destino.

E… come la primula attratta dal leggero sole

lei , negli occhi ancora mostrò  la sua bellezza.

Lui aveva l’alloro esangue di liriche

ma tardi era per risognare.

Troppi treni sul costato delle città

hanno lasciato i loro sfuggenti segni,

troppe  lusinghe non condivise

sono morte nelle speranze notturne

e come aloni di nuove  stelle

il grido della  passione si è lasciato andare

nella violenza del non ritorno.

Su quel luogo  dalle testimonianze di pietra

s’è ripiegato il viso dell’amore

nella clemenza dell’Eterno.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io continuerò a scrivere

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Io continuerò a scrivere

quello che vuole la mia anima,

in altri posti non li trova

se non… nel  disordinato  taccuino

riposto dalla parte del cuore.

Posso  interrompermi domani

o forse, fra diversi giorni e diverse notti…non so!

Sarà per la fontana enesauribile del mio essere

sarà per la  cautela verso gli eroi dell’amore

ma io continuerò a scrivere

…Non me ne vogliate uomini

ma io vi dico che potete vivere benissimo

anche senza il poeta

ma io continuerò a scrivere

altri sistemi per osannare la vita stessa

non conosco.

…Ci sono bambini tra le trincee del buio

che gli uomini non vedono.

Ci sono storie degli  ultimi che mareggiano

sulle coste delle città

ma gli uomini guardano l’orologio per l’ora di cena

o  per l’ora d’appuntamento senza amore

negli alberghi clandestini.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

Evento poetico a Matera (con la recita di tre mie poesie)

Inserito il

locandina matera

Vorrei ritornare…

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Vorrei ritornare nei primi albori di vita

quando la mia mente si stupiva della neve

quando non conosceva il retro-amaro del sorriso.

Tutto vorrei  ma niente potrà colmarmi

mi sento  vagabondo in questa folla.

…Ci vorrebbe un’abbraccio che mi salvi

ci vorrebbe qualcuno

che non si giochi la mia felicità

nelle bische delle apparenze .

Non voglio che il nulla si completi

nel cuore dell’uomo

nè che la donna si posi

sul fiore nero dell’ inganno.

…Ci vorrebbe un’altra resurrezione.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

Come potrai guardare la luna stanotte

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Come potrai guardare la luna stanotte

senza la compagnia dei miei occhi.

….Avrai freddo….avrò freddo

ma ci sarà vicino Morfeo

che chiuderà le nostre labbra al lamento.

Come potrai denudarti l’anima

se nella tacita ombra

troverai il riscontro del tardi

del nostro tardi.

Nei grandi amori io ti dico

che non esiste il tardi

ma è solo una pausa che pugnala la labilità

dei nostri cammini terreni.

La corsa malefica  e del consumo delle fiamme

solo per noi diverranno alabastri

che  assorbono lo stillicidio del tempo

senza cambiare.

Come potrai amare

un’altro amore che ti disorienta

e ti fa schiava dell’offerta del tuo cuore

cuore che è mio

corpo che è mio

vita che è mia

…..ma come potrai guardare

la luna stanotte

senza la compagnia dei miei occhi.

 

Carmelo Caldone

Una grande assenza

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Ingombe sul mio corpo

quest’aria meravigliosa di vita

come volesse farsi perdonare

degli artigli sfuggiti alle sue preziose dita.

Non è tristezza la mia tristezza

ma è solo un’emblema che rappresenta

il volto di un amore senza domani.

Come non  potrà mai  mentire la notte

alla sua stellata  creatura

così io non potrò mai mentire

offrendo un sorriso solare e  bugiardo.

Non è tristezza la mia tristezza

ma è solo il mio giardino,

il mio giardino consacrato

dalle nebbie paurose del mio autunno.

E’ presunzione cercarla  fra la folla

quando la mia figura

è solo d’irrompente assenza.

E’  vanità pensare che lei  mi pensi

quando mille lame dei giorni

la porteranno  sempre più lontana.

Non è tristezza la mia tristezza

ma è solo un  simulacro che la farà  vivere

nell’era del mio tempo

per qualcosa di grande e luminoso in me

passata nelle nebbie paurose del mio autunno.

 

Carmelo Caldone