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Archivi del mese: dicembre 2014

La libellula e il rovo


In disaccordo col mio tempo

e la mia paura di lasciare l’incompiuto

sollevo i miei giorni alla ribellione.

Vuole quest’anima mia salvare

la delicatezza della libellula

dal rovo e dai torrenti di vane parole

e dagli inganni  all’ombra nera.

Devono affrettarsi i miei versi

per lasciare nel pentagramma

delle sue ali

la rosa vermiglia del firmamento

ma tutto sembra scorrere

in una strana  esistenza

e la fronda ,la sponda di un fiume

se ne vanno nell’onda delle ore.

Sono un punto o una fluttuante sillaba

e dal fango un  germoglio che non vuole morire.

Da  un’altra vita mi aspetto

la piana senza inverni

senza la ferrea illusione

di un sogno che cade.

Nella delicatezza e silente

amo il suo volo

e non diventerò mai nei suoi occhi

pietra fragile d’uomo.

 

Carmelo Caldone

 

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Una bella poesia di Natale di Nunzia Dimarsico che ha dedicato ai miei cari sostenitori


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Arriva nel gelido tempo dei luminosi giorni più brevi

la festa più bella….

che vede un  ritornare in ogni anno…

nei nostri pensieri…l’immagine del nostro Signore!

Rinasce nel desiderio di un ricordo

quel magico giorno

e i nostri cuori gioiscono…tra le ghirlande e i festoni a colori.

La malinconia si annulla nelle luci di un Presepe

e i timori si nascondono nell’attesa della festa regale…il Natale

che dirime tutte le solitudini…almeno per poche ore.

Tutto s’ammanta di un’atmosfera fatata

e l’oro e il rosso insieme al bianco candore della neve

sono i colori che accecano gli occhi…anche dei meno buoni…

…che nel silenzio e nell’istante di un’umile preghiera

ritornano ad essere buoni…in una riflessione sul significato vero

di quella vita…concepita senza il peccato

e plasmata per ridonare a noi tutti…l’eterno…dopo lo stesso peccato!

 

Nunzia Dimarsico

20 novembre 2013

Un fermaglio di stella(seconda parte)


In me sei  angelica visione

laddove i ghetti del mio cammino

ancora tardano  di luci

e le ombre con mano serale

disegnano  sulla mia strada

alcune  sfuggite speranze.

Ancora ti raccoglierai nei capelli

un fermaglio di stella

a sigillare la metamorfosi

di un sentimento senza fine.

…Silenzio uomini

e furori della natura

e portatevi sulle  labbra il fiore

per rinnegare il male e il risentimento.

Come duole il silenzio e il teatro della notte

per quell’adagiarsi a corolla

del tuo cuore che vuole amare

e della tua anima che vuole trattenere

la speme dell’immortalità e delle coscienze.

In mille fiaccole di pace nella parola

e un amore tra le arpe

sai centrare ogni petto disilluso

per poi farlo ritrovare

in un magnifico giardino a primavera.

Sarà dolce pure  il mio soffrire

nell’ora che cadono e urlano le storie

e farò del mio corpo una sola ombra

che ti scivolerà  via  negli occhi

per sentirmi degno d’esser passato

…..nella tua bellezza.

 

Carmelo Caldone

 

 

Il mio augurio di Natale a tutti i miei cari lettori e lettrici


natale

Che il mio pensiero vi arrivi

in questo sfolgorare di luci e vetrine.

…So che ognuno di voi, miei cari

nelle dimore… consegnate

il vostro cuore alla fratellanza.

Credo nel bene

e non è solo per un giorno

quando ci risvegliano campane.

Rapirvi un pensiero  e alimentarlo in me

è ricchezza incomparabile.

…Buon Natale, miei cari

e se mi permettete….vi voglio bene!

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

Un poeta solo


Un trono ancora da definire

per un poeta solo

che non sa … se è per volere Divino

o per una marea d’irreale…

Hanno lasciato l’ingrato compito

agli uomini di temere

il figliastro del destino

quando si corrompe  e si ubriaca

soffocando creature.

Un  poeta solo… assorbe il grido

e il lamento

e negli  occhi di sgorganti   lacrime

un  poeta solo…vorrebbe dare un senso

come la delicata neve

sull’opacità di una primula dormiente.

Bisogna amare nella delicatezza del silenzio

e urlare quando dorme la notte

per risvegliarla nell’anima illuminata.

Un  poeta solo….lentamente

si ritira in posizione fetale

per rinascere ancora e stupirsi

nella meraviglia dei suoi respiri d’amore…

 

Carmelo Caldone

 

La fanciulla speranza


Sarò colui che ti attenderà alla porta

della fanciulla speranza.

Busseremo e le doneremo diamanti incontaminati

da sguardi che volevano macchiarli.

Siamo in strade distanti

ma così vicine da vedere il cielo inchinarsi

per tenderci la sua azzurra mano.

Eccoci ora a noi…con le nostre parole smarrite

e baci persi nel vuoto.

Altrove…fra i declivi dei respiri

e acute figure che scorrono

ci ritroveremo fra negli stami dei giorni

dove il fiore del minuto e dell’ora

s’aprirà all’inutile vanità del sole.

Una via lattea nella scia dei ricordi,

una città che darà un senso di luci

al torpore di chi ancora non si ritrova.

…E una bambina…

una bambina che a ritroso

macchierà d’innocenza l’enorme sera

Carmelo Caldone

Condivido con i miei cari lettori e lettrici una poesia a me dedicata di Nunzia Dimarsico


il poeta distratto con Nunzia

io e Nunzia Dimarsico

Il poeta distratto

Nell’ammanto di una distrazione

e nella fretta di esserci…

con la fierezza di un’azione…

il Poeta distratto regala agli sguardi attenti

un canto diverso…da un suo.

E lo fa…in una delle tante sere

quando le Muse…sono nella lontananza…

dai suoi caotici pensieri.

Il Poeta ricopia una lirica..che è una dedica,

e lo fa con un solfeggio errato…

senza rileggere con l’accortezza… tutte le note!

Nasce il bisogno di finire…

nel tempo breve…per conquistare una quiete solita…

quella in cui lenire sempre..

le fatiche nella solitaria musica serale

quando un’espressione è vigile nel colore oscuro di un cielo

quello che è all’albore della notte austera!

Il Poeta distratto non sciupa il tempo

sui versi degli altri canti..ha fretta di ricomporre

i suoi dilaganti pensieri

nella compostezza pura di una lirica…

In quella distrazione annota la bellezza delle parole

che avranno la magia di un capoverso o nella chiusa di un altro respiro

quando è concentrato in un tempo fermo…

sugli audaci pensieri quelli che urlano taciti…

ogni incanto in un immoto silenzio

quando è vivido…nel volteggio degli stessi sospiri.

Il Poeta distratto compone ancora…

per lasciare un’altra impronta a nutrire i mutamenti

di chi si aquieta solo e sempre…nella voracità di un verso sublime.

E così regala… al mondo sano

un’altra preziosità…con la sua anima sonora!

Nunzia Dimarsico

14 novembre 2014