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Da “Rapidi pensieri”


Non ha nessun  valore sentirsi dire “maestro della parola”

se questa non ha la finalità di  unire  e scuotere le coscienze.

Carmelo Caldone

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

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  1. Mi sa che in quest’epoca di oscurantismo culturale le coscienze siano estremamente sopite. Ma vale la pena di continuare a tentare di risvegliarle, amico mio… Ciao, Piero 🙂

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  2. E se anche i poeti smettessero di proferire parole… cosa rimarrebbe oltre il silenzio? L’eco del niente! E non ci sarebbe più senso per quelle coscienze che vogliono rimanere sveglie! Carmelo continua ad essere un Maestro, ci siamo noi ad ascoltare la tua voce!
    Un caro saluto da Nunzia!

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  3. Caro Carmelo, i falsi maestri durano dall’ alba al tramonto
    Ma la parola della tua poesia; non inganna, mai
    Un abbraccione, grazie
    Mistral

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  4. La cultura scupte sempre le coscienze, unire? Forse, ma le “culture” sono vaste e personalizzate dai luoghi di appartenenza.
    Ma l’emozione? Quella è per tutti.

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  5. Infatti in tal caso non “ammaestra”. Grazie, Carmelo.

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