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Dopo la recita


S’apriva il fiore della poesia

nell’aria della passeggera vita.

Ognuno benediva il cuore

per lasciarlo sospeso tra le litanie

profumante e confuse dall’universo.

Dopo la recita

ognuno se ne andava

negli angoli della  propria esistenza

e c’ero  anch’io quando me ne andavo

con la visione di una bellezza già distante.

Povero è l’uomo che s’affida

nella sola sabbia del suo tempo

quando la clessidra impietosa

lo richiama nell’effimera ribellione

e lo illude… che dopo la vita non c’è più niente.

Io ho visto la luce

e questa luce non mi abbandonerà mai

nemmeno tra le mie mani

già presagite sole…intatte

ma con un  fiore ancora da donarle.

 

Carmelo Caldone

 

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

»

  1. bella poesia di piacevole lettura, piena di luce e spiritualità metafore di un sentiero su cui la guida luminosa ci porterà alla fonte eterna dell’acqua della vita

    un amichevole saluto
    Francesco

    Rispondi
  2. Siamo polvere che la clessidra del tempo ci ricorda ogni momento.
    E sono le Anim poetiche che ci fanno luce nel breve Cammino.
    Complimenti, delicato Amico
    Sempre con stima
    Eloisa

    Rispondi
  3. Si avverte in te profondità di pensiero carissimo. Il ”mi piace”è d’uopo. Isabella

    Rispondi

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