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Colloquio con me stesso


Per affinare di più quello che sento

devo rifugiarmi nell’angolo di un’ombra.

Devo parlarmi e chiedermi dove finirò

e se ho virtù della parola…alfine a che serve?

Ci sono baluardi di cattiverie che vincono

nella quotidianità con dolce indifferenza

e  hanno  il sapore del veleno.

Chiudo il mio quaderno con estrema delusione

ma poi sorridente la mia  musa…mi dice:

–Riprova… non hai altro che me–.

Ebbene avrei preferito essere il pazzo

che brinda all’effimero amore

che poi stordito ritorna

nell’albergo della sua solitudine

e nella notte nera dormire

sognando di non essere mai esistito.

Stasera non ascolto la mia musa

e so che mi pentirò

ma baluardi di cattiverie vincono…vincono

ed io stasera sono stanco.

 

Carmelo Caldone

 

 

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

»

  1. Non bisogna mai darla vinta alle cattiverie…..ascolta la tua musa 😉

    Rispondi
  2. A volte chiudersi in se stessi è importante, ci si ritrova, si ascolta ciò che il rumoredel mondo non ci concede di sentire. Per farlo è necessario anche non ascoltare il dolce richiamo della musa che alberga nel nostro io. Dolce e intensa.

    Rispondi
  3. Stanco, il poeta, vaga nel suo io
    Dilemma è il suo sentire
    Sirene, ammaliatrici del falso, intossicano l’anima
    Stasera, una stella veglierà il tuo riposo
    Congratulazioni, Carmelo
    Abbraccione
    Mistral

    Rispondi

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