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Archivi del mese: giugno 2014

Primo incontro “La compagnia dei lettori” (14 giugno 2014)


MONTESCAGLIOSO 1

(tratto dall’articolo di Margherita Lopergolo)

La presentatrice, poetessa Margherita Lo Pergolo, ha dato il via

presso il Caffè Letteario di Montescaglioso

alla lettura delle poesie di autori provenienti da diversi paesi della provincia:

Nunzia Dimarsico di Miglionico, Carmelo  Caldone di Grottole

Giovanna Giorgio ,Patrizia Cantarella e Vita Rossetti di Montescaglioso.

La bella viaggiatrice


ila bella viaggiatrice

Lasciava una stanza d’albergo

dall’acre profumo di un addio.

Lasciava un  letto ricomposto nell’ombra

ad immolare un amore perduto.

…E poi via con me

sul convoglio che strappa i cuori

e li porta nelle voragini dell’ignoto.

Quella bianca bellezza

vestite con pagine di storie

con l’onta occulta di una lacrima

quanto taciuto ardore aveva

nella sola parentesi di un sorriso.

Ora a chi  mai darà il suo dormire?

Il suo dormire…

Così preda di questa notte

piena di rumori di destini

e di ferraglie assordanti  di treni.

 

Carmelo Caldone

I luminari delle memorie


I luminari delle memorie

ci porteranno  la nostra meravigliosa perla

ma ancora non ti sottrai e non mi sottraggo

ad un abbraccio squarciato dalle convenzioni.

…Ma quale amore?

Se vincono  nel cuore dell’esistenza

solo le apparenze che si consumano.

Vieni…andiamo

sul tenero fianco del fiume

per vedere l’estasi delle acque avvolgere

la nostra  rosa d’amore che naviga .

Vieni…andiamo

portiamo anche noi in dono

ai luminari delle memorie

i nostri fiori di lamento…

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

Siamo soli


Nei deserti delle anime

vedo monumenti d’aiuto.

Le macerie invadono le coscienze

e tanti uomini

preferiscono ignorare.

Siamo soli.

Soli quando accumuliamo perle

dai fondali  sinceri  dei cuori

e riponiamo medaglie inutili

su un corpo vanitoso…fastidioso.

…Addio, uomo, mio simile

vado a cercarmi l’ultimo della strada

senz’altro egli è più ricco di me

poichè dalla vita non s’aspetta più  nulla

forse è contento di una sigaretta offerta

o di una fotografia di un bambino

che lo ricorda bambino.

Si ergono chiese nelle zolle aride della terra

come margherite

ma come mai non le raccogliamo

almeno per capire dove sta  il grido del  bene?

…Io vado a cercarmi l’ultimo della strada

voglio offrirgli  una sigaretta

e una mia poesia

e voglio chiedergli  perdono…

 

Carmelo Caldone

 

 

 

Un giorno vorrei andare lontano


Un giorno vorrei andare lontano,

forse anche domani.

Vorrei prendere l’autostrada

e alla prima uscita

incontrare un paese

quando la notte rimbocca sui corpi

l’ultima sua coperta di stelle.

Quando l’ultimo ubriaco della via

innalza il suo bicchiere di veleno.

Quando l’ultima  donna del rione

riconta l’inutile denaro

che non potrà  mai ripagare la sua bellezza.

Un giorno vorrei andare londano

forse anche domani.

Vorrei sostare sotto palazzi guerrieri al sole

con le loro bandiere di grida

o con il sapore di miele nell’aria

di ogni sonno infantile, innocente.

Un giorno vorrei prendere l’autostrada

e alla prima uscita

incontrare un paese qualunque

quando apre la sua danza leggera, volante

e magistralmente ignota…

Povero uomo che vorresti andare lontano

ma tutto sarà uguale

tutto rappresenterà il volto

che digrigna il suo crudele  scordare.

Carmelo Caldone

 

Un velo negato di nozze


Un velo negato di nozze

scenderà nei nostri giorni

e nelle nostre notti.

Che delusione essere un semplice  uomo

ma quanta grandezza alloggiare

nel solo  respiro azzurro della tua anima.

Che delusione essere trascinato via

dall’oscillare oscuro del  tempo

quando questo amore è ancora assetato

dai suoi stessi raggi dolenti.

Come ci amiamo noi?

Qual’è il nostro fine?

A  chi volterai lo sguardo

mentre mi perderò  in te

così  fragile e indifeso

come l’orfano che grida alla madre perduta

le sue pene.

Violente le nuove lune

si porteranno via i nostri sorrisi

e li nasconderanno nell’angoscia del nostro distacco.

Le statue argentee della folla

con voci di pietra

tutte a schiera ci vedranno passare…

ma l’occhio  languido del Divino

tra le mie mani e le tue mani

lascerà cadere la sua infinita

e immortale fiamma…

 

Carmelo Caldone

…Ma dove credo di andare

Inserito il

Ma dove credo di andare…

Il giorno che chiuderò i miei quaderni di poesia

non è lontano.

Sarebbe come a notte fonda

chiudere la stanca  palpebra alle voci

e ai rumori assordanti dell’esistenza.

Guardo dall’alto della mia finestra il mondo

…Una volta non mi rassegnavo a cercare

dov’era la mia collocazione

e sfidavo la tristezza con il mio giovane ardore.

Ora…mille lame di luci  e oscurità trafiggono

un cuore riposto nella teca di ciò che non avuto.

Nemmeno il mio inconfessabile amore

potrà darmi il desiderio di sperare

poichè non conosce e non potrà mai sapere

d’essere amata,

non potrà chinarsi a raccogliere

la mia lacrima invisibile e sconosciuta

lungo il suo cammino.

Nemmeno il ritrovato sorriso dell’innocenza

potrà discacciare la mia paura

quando  all’istante la malvagità di alcuni uomini

lo potrà di nuovo spegnere.

..Ma dove credo di andare

con queste notti che rimbalzano

sul mio petto appesantito e sfinito dai versi.

Versi che  hanno reso ardua  la mia strada…

Forse qualcuno mi ama

o forse qualcuno mi vede come un’ombra.

Forse dovrei di nuovo combattere

o forse farmi possedere dal tormento

per rimanere goccia di vita

nelle sue piogge torrenziali ed  improvvise

senza grido…. ma taciuto

con la mano enorme dei cieli sulle mie labbra.

Il giorno che chiuderò i miei quaderni di poesia

vorrei che fosse sempre più  lontano

ma stasera un vortice di premonizioni

m’avvolge com un caldo-gelido abbraccio.

Che sia solitudine?

O che sia il pianto della  mia anima

nella completa arsura d’amore?

…Ma dove credo di andare….dove credo di andare.

Carmelo Caldone

 

 

 

I due volti

Inserito il

Ho conosciuto i due volti dell’amore,

il primo era solo l’ebbrezza

che muore il giorno dopo.

Il secondo era la mia rinuncia per amore.

La dea Venere s’è confusa

non ha capito che sono difficile

con questa mia anima  senza eclissi.

Quel che mi rimane è solo un giardino,

un rifugio per pensare che la vita è infingarda,

su una mano mi ha portato l’illussione

e sull’altra qualcosa di grande

ma… d’irraggiungibile.

Si può soffrire tutta la vita

e consegnare uno scettro di vittoria al nulla.

Con quale coscienza si sveglia il mattino su di me

dopo avermi ignorato dalla sua luce?

L’amore vero e  l’uomo non s’accordano

ed io mi sento incompreso nel mezzo.

S’ accenderanno le stanze

al calare dello scenario serale

con ogni corpo nelle spire

destinate all’amaro profumo  del tradimento

o nella menzogna di donarsi per sempre l’uno all’altra.

S’accenderanno anche stanze di verità

ma col mio timore  e col timore dei puri

al lento calare,inesorabile

di questo labile sipario.

 

Carmelo Caldone

 

 

 

 

 

 

Ribellione e abbandono

Inserito il

TRENO

I treni degli arrivi scivolano irrisori

nei binari della mia  mente.

Colei che si consola di sola virtù d’attesa

si specchia altrove

…e non si quieta.

Non si quieta in questa spirale di passioni

a noi negate

nè freme e si macchia

come dovrebbe il giglio

al rossore dei tramonti.

Sento quest’aria mutevole

sotto la pace lunare

sento voci perdute

fra i declivi dell’anima,

a quest’ora che si fa avida la speranza

e i disamori sono fulmini

scaturiti da un Dio triste.

I treni degli arrivi scivolano irrisori

nei binari della mia  mente

e la follia di un abbraccio

non è che un tremore passato sul corpo.

La notte rassomiglia alla madre

ritornata nel sonno

per soffiarmi via

la morte dentro…

Carmelo Caldone

Il bambino della terza elementare

Inserito il

Erano poco più delle ore dieci,

mi trovavo nel mio paese d’adozione

col mio solito passeggiare.

Presso la scuola vidi un bambino

seduto tra le scalinate d’ingresso

accovacciato con la sua cartella

e mostrava il tentativo del pianto

sulle gote tenere e un pò arrossate

simile al garofano irrorato dalla rugiada.

M’avvicinai e gli dissi:

-Come mai bimbetto, non sei in classe?-

Egli mi rispose in singhiozzo:

-Non posso, non ho fatto i compiti

e poi il maestro mi sgrida

e poi dirò parolacce come al  solito

e poi chiameranno l’amica di mio padre

e mi darà le botte.-

Rimasi allibito e nello stesso tempo

il cuore mi suggeriva di fare qualcosa:

–Vuoi che ti accompagni io a scuola?

Posso parlare col maestro, egli mi conosce

e vedrai  che non ti succederà nulla–

Il bambino rimase indeciso e mi guardava

con occhi che ogni uomo

nella sua vita dovrebbe essere guardato,

guardato per capire la propria salvezza

dell’anima.

Non mi rispondeva e non si muoveva,

in strada non c’era quasi nessuno

e il vento imperversava sui teneri viali.

D’improvviso s’avvicinò una sconosciuta signora

vestita con una lunga  mantiglia fluorescente,

mi pregò di accompagnare il bambino a scuola

e poi mi salutò e se ne andò.

Il bambino rimase incantato e si decise

di entrare in classe con me

lo accompagnai sino alla cattedra,

il maestro si alzò e sorrise

chiese solamente perchè del ritardo.

Il bambino rispose:

-Non ho fatto i compiti e non volevo entrare in classe,

prima è arrivato questo signore

e poi è arrivata mia mamma che ha parlato con lui.-

-….Ma Pasqualino la tua mamma è fra gli angeli-

Aggiunse il maestro.

Io non dissi nulla lo guardai e il mio iride s’arrossò

come un mare crollato al tramonto.

–…Io …quella signora la vidi veramente-

Son passati molti anni e quel volto di donna

non apparì   mai più,

eppure il paese non era grande e un pò si conoscono tutti

ma quella signora sparì d’incanto.

Tuttora non dico nulla per non essere preso per pazzo

ma io quella signora la vidi veramente.

….Erano poco più delle ore dieci

accovacciato sulla sua cartella

mostrava il tentativo del pianto

quel bambino della terza elementare…

 

Carmelo Caldone