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Il ritorno al paese natale


natale 1965.il bambino a sinistra sono io

Grottole 1965 – il bambino da sinistra  sono io

 

Eccomi a voi

mie care pietre millenarie

Eccomi a te madre,

odo la tua voce

in questo lungo frusciare

d’acque lontane.

Eccomi a te, padre

ti vedo maestoso

mentri ti levi col tuo scudo in fiamme

in difesa al mio male.

Raduniamoci ancora

e lasciate che vi racconti

della mia vita

e di dove ella… s’inonda d’amore.

Andiamo ancora alla nostra porta

odorosa di primavera

e risanate i miei pensieri

fate come allora

quando cadevo nei sassi  della strada.

Andiamo con i vostri occhi nei miei

verso il delicato eterno navigare degli astri

e soffermiamoci  sotto l’ombra degli ulivi

or più che mai svettanti e in segno di croce

per quelle sorelle lontane

straziate d’amore e d’addio.

Carmelo Caldone

 

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

»

  1. Bellissima poesia.la tua vita é simile alla mia .buona giornata 🙂

    Rispondi
  2. Mi hai commosso. Quanto è importante il tornare nella vita della famiglia d’origine, anche solo con il ricordo, con gli odori, con i sentimenti. E’ da lì che nasce il nostro essere.

    Rispondi

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