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Archivi del mese: marzo 2014

Articolo “La nuova del sud ” (basilicata)

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ARTICOLO

I miei anni

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Non portatemi

vassoi d’amare apparenze.

I miei anni corrono

e m’infondono il veleno

dei rimpianti.

Sono in ritardo

per l’enormità

di quello che vorrei dirvi.

Mi ritengo un sognatore come tanti

che appendono le liriche del cuore

alle pareti delle loro stanze.

Vedo i miei anni incompleti

per tutte le mie carezze sospese,

per tutte le suppliche

ad un amore che non fiorisce

nell’arida terra del silenzio.

Non portatemi il labile sorriso

perchè conosco

l’altro lato della felicità.

La felicità?

La felicità è la bambina sorridente,

la felicità è la donna

che s’affida sicura all’uomo

senza l’ombrosità della gelosia.

Non portatemi  vassoi

d’amare apparenze,

io conosco l’altro lato della felicità.

La felicità vera

è la bambina sorridente

è la quiete di ogni domani

è la quiete di un sogno

che non vorrebbe mai frantumarsi

al risveglio.

Carmelo Caldone

Le strade degli uomini

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Dove sono le nostre strade…uomini?

Siamo al bivio della conoscenza

e della dimenticanza

così fragili al primo urtare del destino.

A ritroso ripercorreremo  i nostri anni d’allora

e cercheremo il seno incorruttibile della madre

ma con le nostre bocche  ormai smarrite.

Ma stasera io voglio stare in solitudine

e non pensare che alla porta

ci sia anche il male.

…Il male con i suoi veli di stelle

caduti miseramente sulla terra.

Macchierò col  mio silenzio di bene

l’iride di Colui che non s’arrende

alle nostre perdizioni

e lascerò le mie barche di versi

fra le maree degli ultimi

o fra le tenere braccia

degli innocenti.

 

Carmelo Caldone

 

Le vie lattee

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Nelle vie lattee si proietta  il mio desiderio.

Lassù, i margini sono ornati

di albe che non conoscono la fine.

Lassù, mi toglierai  dal  petto

tutte le spine terrene

e i  nostri corpi distanti

avranno  la forza della nostra  mente

per ricongiungersi

nelle spire  del tempo.

Una via lattea per confessare

un’anima in fuga e insaziata

che non sa delineare il sogno

dalla veglia

e che s’avvicenda ancora nelle citttà

come l’uomo del fiume

ritornato a nutrirsi di luci e speranze.

Un’anima nelle vie lattee

che vaneggia al tuo fianco

simile alla rosa bruna di un’ombra

o all’ultima stella dei  tuoi occhi.

Carmelo Caldone

Una lettera a me stesso

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Fermati dove non puoi arrivare

i tuoi simili  non t’ascoltano.

Si riempie la tua strada di laghi

ma nella tua stanza chiusa

ogni tenue onda si ritira.

E … il bambino della piazza ti ha sorriso

e ne fai poemi nell’aria oscura.

L’innamorata del vicolo

ha voluto guardare i tuoi  occhi

e ti ha  raccontato del vile che non ritorna

e ti ha lasciato un rovo nel cuore.

Fermati e prova l’ebbrezza del non sapere

e barcollla euforico in una bettola

che lascia il fumo dell’oblio,

oppure dai sedazione  alla tua anima

e falla dormire,

non risvegliarla al clamore

di qualcosa che potrebbe farti male.

Ami una creatura e taci

poichè baluardi di convenzioni

t’inducono a tacere.

Fermati dove non puoi arrivare

i tuoi simili non t’ascoltano

e la creatura che ami

non ti dirà mai che ti ama…

…E il bambino della piazza ti ha sorriso

e ne fai poemi nell’aria oscura.

Carmelo Caldone

Il mercante della luna

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Ho venduto  il tuo amore

al mercante della luna.

Lascia almeno che io veda

i tuoi  capelli addormentati

nello specchio bianco del mio sonno

e lasciami leggere

il nostro romanzo sospeso

sfogliato alla lettura  dell’universo.

Ho venduto la mia felicità

al mercante della luna

ma con  il mio alito di vita

comprerò la tua pace.

Vanno gli innammorati

come tante fiamme.

…Ma io?

Io ho venduto il tuo amore

al mercante della luna.

Carmelo Caldone

Un invito ai miei cari lettori e lettrici

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LOCANDINA 4

cliccare sulla locandina per ingrandire

Il fermaglio di stella

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Il raduno degli astri

decise  d’inviarti fra i capelli

la migliore stella.

Sei nelle mattine della vita,

nel tuo mondo che t’avvolge.

Unica creatura

che sa… ma s’illumina paziente

dei dissapori fluenti del destino.

Lo specchio non può riflettere

la maestosità del tuo sorriso

e nemmeno i tuoi fiumi sognanti

arrestano il loro  viaggio verso il mare.

L’aria tutta intorno a te

è velata di miele trasparente

e scende nei righi della bocca

consegnando alle tue parole

la dolcezza senza eguali.

Bella tra i venti occulti

quando infrangono  alle tue  vetrate

la loro incoscienza di  gelo.

Un fermaglio di stella fra i tuoi capelli

il dolce ignoto mistero di un sogno.

Più bella dei primi mattini  a primavera

quando ogni fiore sta all’erta al sole.

Carmelo Caldone

Lettera alla vita(quarta parte)

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M’affascini

ed ho paura d’amarti.

Mi mandi le carezze materne

nell’ora che si fa avida la speranza

e gli ideali finiscono nella rena

dei miei  stesssi pensieri.

Punta il sole ogni dì il mio risveglio

mentre altre anime-sorelle

s’avvicendano nello spettacolo.

Spettacolo di storie balzate

nell’acqua chiara purificata dalla luna.

T’amo e devo cercarti

per non lasciare nel pianto

chi mi ama

oppure solamente cercarti

per non dare la vittoria

a quell’altro volto che hai.

…Forse volto d’indifferenza

forse volto nella metamorfosi

di un volto dissolto nelle spiagge.

Vanno e vengono le tue onde

e la frescura del vento mi porta via.

Vanno e vengono a schiera

chi mi tradisce e chi mi ama

ed io inguaribile figlio

che vuol nascer mille volte

si ritrova innanzi al desiderio

di un’infinito viaggio

senza la belllezza o l’amarezza del ritorno.

Carmelo Caldone

 

 

Dietro la porta della tua felicità

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S’annulla la mia esistenza

dietro la porta della tua felicità.

Quanto bene che irrompe

nei firmamenti.

Quanto bene che non sai…

Questo bene inesauribile

che tiene testa ai grandi amori.

Rinnegherò la tua bocca

e il tuo pensiero

per avviarti dove il tuo sogno vuole.

Non sarebbe amore

legarti a me.

Nella spirale dell’infinito

o dietro alla porta della tua felicità

ho riposto la mia errante  anima.

Tornano i falchi nel velo del cielo

ed io temo per le loro prede.

Tornano gli uomini

fra le tenere bellezze

e si squarcia la mia paura

quando la notte è così violenta.

Dietro la porta della tua  felicità

sarò la betulla d’oro

che vede andar via la sua foglia

nel caldo vento

di un’improvvisa speranza del  mattino.

Silenzio…silenzio… mio silenzio d’amore.

Carmelo Caldone