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Le note perdute


il violino e la rosa

La città apriva il suo scenario

alla platea dei volti

e la musica della vita

saliva all’attento orecchio del destino.

Erano note che davano alimento

là…con  le  bellezze abbracciate

specchiate nelle fumide vetrine della sera.

Ora… son  note perdute

ed ognuno in quella città chiude

la propria finestra

come se lacrime altrui non vuole.

Note perdute fra i drappi d’argento

e fra lo scorrere dei  tram

quando trascinano l’ansia dei corpi

nelle stanze rischiose degli amori.

La città apriva il suo scenario

alla platea dei volti

e qualcuno per una carezza pagava

trascinando il suo misero sogno

sull’acqua limacciosa di un fiume.

Carmelo Caldone

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

»

  1. Bellissiima poesia Carmelo, grazie di renderci partecipi delle tue immense emozioni…
    Ti auguro una buona notte
    Trisch

    Rispondi
  2. Il sipario della vita con le tristezze e le gioie e con l’amore. Belle parole, grazie. Lila

    Rispondi
  3. Note stonate sul pentagramma di vita
    Grazie, sei davvero bravo
    Baci
    Mistral

    Rispondi

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