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Archivi del mese: gennaio 2014

Una lettera sulla mia scrivania


Candida corolla chiusa

posata nell’angolo ambrato dei miei pensieri,

foglio sfuggito al respiro del cuore.

Tu….da tempo non rispondi

donna al bivio

tra il mio sogno e l’oblio.

Quanta inutile presunzione

cercarti nella folla

quando la tua figura

è solo d’irrompente assenza.

Non mi rimane che questa penna

malata di melanconia

a disarmare lo scudo della tua  lontananza,

non mi rimane che questa penna

a lenire  il lamento delle nostre anime.

Una lettera sulla mia scrivania,

un’ appello al mistero della nostra unicità

e poi la nostra  vita che s’invola

…verso le montagne  severe del tempo.

Carmelo Caldone

La mia ribellione


Le montagne svettano

e i fiumi scorrono

nella dolce visione dell’Eterno.

…Ma i bambini ancora piangono

in qualche parte del mondo.

Tutto s’acciglia nello spettacolo della vita,

io vedo… e sento.

Dov’è la mia collocazione in questo mondo?

Che me ne faccio di questa vita?

La mia esistenza?

La mia esistenza che vorrebbe

chiudere le labbra al male

…ma irrisorie sono le mie righe

nel grande pentagramma degli uomini.

…E voi amici, fratelli, amanti

se siete toccati, da gelosie, invidie, tradimenti

abbiate almeno cura

di stendere  una coltre di pentimento.

…Chi vi ha amato potrebbe aver freddo.

Le montagne svettano

e i fiumi scorrono..

e i bambini ancora piangono

in qualche parte del mondo…

Carmelo Caldone

La scrittura delle onde


le onde

Per te, sempre viva nei singulti della mia mente

scende la mano dei cieli

e con le sue dita  nelle acque azzurre

compone una perduta felicità terrena.

Non ci sei sul limite di queste acque in pianto

e dagli  abissi il tuo grido d’assenza  sale

sino alla ribelle  schiuma di un’onda.

Fende il fianco dell’orizzonte

una freccia di vento

e va a colpire l’iride della lontananza.

Per amore non ti cercherò

ma leggerò la scrittura delle onde

quando sempre s’alzerà  un rimpianto

senza più ascolto…senza più domani.

Dove sei?

Per vero amore non ti cercherò

e leggerò  la scrittura delle onde

e coglierò sotto il tuo  seno stellato

la viola vellutata del perdono.

Carmelo Caldone

La poetessa(terza parte)


Noi uomini

nei nostri remoti  stami dei giorni

crediamo di carpire la bellezza

quali unici giocatori delle vie

che portano al cuore dell’amore.

Illusi e poi con la bocca smarrita

vedremo la poetessa, l’unica regina

tramare i suoi fili d’oro

e sostenerci per non cadere

nell’usuale fango.

La poetessa è un fiore che sfida le stagioni

e… se è inverno nei ghetti della passione

divamperà la primula del suo canto.

Noi uomini poeti… ma solo per metà

quando vediamo la sua  doppia bellezza

sia nell’arpa dolce

sia nel petalo che vola alla luna

dovremmo vivere due volte

e senza l’azzardo di amarla

per non  contaminare il suo bacio senza fine..

Che mi canti…

che mi canti,  il volo nel chiuso della sua palpebra

per sognare la sua stessa  luce.

Carmelo Caldone

Riconoscimento dell’associazione “Magna grecia lucana di Torino” Grottole 28 dicembre 2013


Recita la sera del 28 3

L’alba e la notte (tratto dalla raccolta “Le mie lettere alla luna”)


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Desiderare  l’alba

che raggiunga  presto  la notte

eludendo la sera

quale preludio d’ombre più struggenti.

Desiderare  l’alba

che raggiunga presto la notte

come la brevità di un respiro.

Il giorno è troppo chiaro

e frantuma con i suoi furori

le assenze e le presenze

con la gioia di un attimo

o con l’ansia che conduce

nell’acuto ripensamento del tardi.

Meglio il bacio dolce- amaro

ed un sussurro notturno

che lasciano navigare chimere

nella calma del mare.

Meglio ammonire il travaglio dei sensi

per poi liberarle nelle stanze

dove riposano le pupille incompiute di luci

che chiudere gli occhi a un sole accecante

e breve…!

Carmelo Caldone

 

Confessione d’amore


Ti confesserò il mio amore

prima che il Signore dell’estremo addio

affili le sue lame.

Non ti dirò parole d’amore

che possano compiacerti

ma adagiato su un talamo di rose bianche

ti chiederò solamente d’essere accarezzato.

Null’altro mi preme

quando mi raggiungi nel profondo

e mi doni i tuoi battiti di vita

come rintocchi delle mie ore.

Nessuna ribellione avrò

ma il mio cercato tacere

per urlarti  quanto t’amo!

Per compiacerti sarò la tua felicità

il tuo sorriso

la tua speranza

o il falco senza dimora….

Carmelo Caldone