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Treni


Quanto acre desiderio

di salire sui treni,

salire solo  per portare  un respiro aggiunto.

Treni…vene fluenti che portano

l’estasi di un’esistenza ritrovata

e ricongiungono  storie al bivio.

Ma…come disperso e violento

è il bacio spezzato

così con  violenza corrono i treni.

Quanto acre desiderio

di salire sui treni

e nello specchio del paesaggio che va,

alla prima fermata il mio abbraccio

all’uomo che va raccogliendo

l’ultima lacrima di una pupilla svanita.

Treni per dimenticare

simile alle culle  di vento

con la luna materna che segue.

Ma…le motrici sono sempre avanti

e si puniscono di tempo

lasciando ancora nell’aria illuminata

il bacio di due vite spezzate.

Carmelo Caldone

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Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

Una risposta »

  1. Ma non sempre si può passare da un treno al’altro, a volte bisogna scendere in stazione.Collegandomi alla precedente poesia ,direi che il viaggiare sui treni presi per dimenticare fanno sfuggire la vita con troppa velocità.

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