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L’uomo della stazione


Aveva nell’iride

la scia di una strada

che poi sommersa dalla marea

di un blando vissuto…svaniva.

La sua stanza

sotto il tabellone dell’orario

veniva riscaldata

dalle coltri urlanti di nuovi arrivi.

Portatore indifeso

delle storie spezzate

inalava dal fumo delle sigarette

l’estro che hanno i domani

nelle visioni di luci senza fine.

Aveva l’impronta della rosa

in una mano

e nell’altra una lettera senza destinazione.

Avrebbe amato

più di qualunque altro

l’uomo della stazione

se non s’avesse giocata la vita

fra le braccia di una bellezza

che ormai

non lo ricorda più…..

Carmelo Caldone

Informazioni su carmelocaldone

Scrivimi: caldonegs@virgilio.it

»

  1. Mi ha spezzato il fiato… complimenti.

    Rispondi
  2. Caro Carmelo, quest’ uomo ha tutta la mia simpatia
    La vita non sempre è magnanima con noi, e non posso che commuovermi per chi ha creduto nell’ illusione di un amore.
    Di poesia in poesia ammiro la Tua Arte
    Con stima
    Gina

    Rispondi
  3. grande Carmelo…bellissima
    Ottaviano

    Rispondi

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