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Archivi del mese: novembre 2013

La tua innocenza e l’amore


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Quante violente sere sul tuo candore.

Ogni stella caduta presagiva il declino del tuo sorriso,

ogni strisciare di catena stellata presagiva la tua paura.

Giammai,  nelle piane dove Dio cura i suoi fiori

tu possa  reclinare la corolla alla terra.

Giammai nel virtuoso amore che sogni

tu possa  nell’angolo dell’ombra tremare.

Quante  violente sere nelle taverne oscure delle città

dove le notti dei velati peccati appendevano ai balconi

acri profumi di perdizioni.

Quante violente sere specchiate negli occhi infuocati

di chi non conobbe la bellezza del tuo fragile respiro.

Quante violente sere  ora che la tua paura dell’amore

tocca il sonno di Dio.

Carmelo Caldone

La bambina della veste azzurra “tratto dal mio primo libro Mia Terra Addio”


primolibro

Il cielo era d’argento

frammentato da stormi di corvi

che sarebbero andati a posarsi

sugli alberi spogli del colle.

Tu tremula bambina della veste azzurra

già andavi nei sentieri senza fine

col tocco di una stella sulla chioma.

Non sapevi di un amor tiranno

che vigliaccamente t’avrebbe portata lontana.

Ora d’arse stoppie la campagna si ribella

zittendo il canto degli uccelli

così pure le tue canzoni

che s’intonavano al lungo coro di cicale.

Addio, ti diceva il primo tuono

che dietro il nero monte

indispettito per te lontana

smuoveva tra i filari della vigna

le sue foglie accartocciate.

Dov’eri a sognare

e quale fioca luce

irrompeva nei tuoi occhi

e quale vile fronte si posava sul tuo petto

ansimante dai  primi sospiri…

Tu tremula bambina della veste azzurra…dove sei?

Carmelo Caldone

Ospite dell’avis Matera, palazzo Lanfranchi 18 ottobre 2013


recita al palazzo lanfranchi

La poesia del silenzio


La poesia del silenzio m’ha preso per mano

e mi sta conducendo nelle sue stanze incantate.

Là ascolterò voci che non ho mai ascoltato,

ascolterò le crude verità

ovattate dalla mia solitudine.

Non vorrei mai conoscerle

per non diventare preda del fato

ma essere una polvere dorata di sensazioni

sulle anime aride che non mi danno più ascolto.

La poesia del silenzio m’ha preso per mano

e dovrò ubbidire.

Dunque miei cari,per un tempo non definito

non traccerò sulle candite pagine

delle vostre anime

i miei messaggi d’amore.

Dunque miei cari, non addio ma arrivederci

per un tempo non definito.

Voglio andare negli abissi

più profondi del mio io

per capire l’utilità della mia vita

e per non credere che le mie emozioni

siano solo piogge svanite

sul cammino di chi amo

e di chi non mi ama…

La poesia del silenzio m’ha preso per mano

e mi sta conducendo nelle sue stanze incantate…

Carmelo Caldone

Tra i binari


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Un foglio tra i binari scritto d’istanti

da chissà quale mente passeggera

s’involerà al passaggio rapido  del treno.

La motrice è già avanti

e si punirà di tempo

trascinando le sue carrozze sognanti.

Al binario venti

sul trono di una panchina

grida disperato alla ferrea sera

quell’amore che non vuole partire.

Tra i binari….al binario venti

polvere di lacrime indorate dai fari

risaliranno sul volto della luna

per poi riconsegnarle al mondo

in un grande clamore di voci e lamenti…!

Carmelo Caldone

le viole nere della coscienza


Apritevi nella magnificenza dei mattini

viole nere della coscienza.

Non vi è stato dato la certezza

del non perdono.

Illuminatevi come fanno le stagioni

con nuove riprove di bellezza.

C’è chi non chiude mai la palpebra

seppure accarezzata dalle dite della notte

ma aspetta ancora un ritroso pensare

che non esista in nessun luogo il male.

C’è chi di stupore vive la vita

aggiungendo sorrisi

alle tenebre di un volto.

C’è chi vede andarsene

la fredda lama di un treno

per lasciare ancora nell’aria illuminata i baci trascorsi

per poi ricongiungersi nelle stanze

con la  presunta sempiterna  felicità.

Viole nere della coscienza

non date ombre nere alla materna terra

ma apritevi nella magnificenza dei mattini.

Siamo stati tutti nutriti dalla stessa madre

che veglia i figli mentre dormono.

Risvegliatevi viole nere della coscienza

la vita nel suo pentagramma ha tante primavere

e le  ghirlande dei giorni

possono portare in seno le vostre viole nere

d’improvvise schiarite dal sole

nella magnificenza dei mattini.

Carmelo Caldone

La foglia e il tuo roseto


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Non mi basta la vita

e le vesti di questa mia esistenza

mi vanno stretti.

Mi vorrei aggrappare

all’alata immortale mente Divina

per  meglio difenderti

dalle alcove degli inganni.

Te ne andrai chissà dove

ma ricorderai e ti ricorderò

che la vita ancora impera

come una perla mai colta sulla tua bocca.

Vorrei essere una foglia nel tuo roseto

trasbordata dalla forza degli amori

e rinnegarti che io sia un uomo

per volerti sempre più  bene.

Carmelo Caldone