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Archivi del mese: ottobre 2013

Febbre


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Ridatemi il mio cerchio d’argento,

voglio ritornare sulla collina natale

all’ombra del mio mandorlo fiorito

e cedere alle correnti del vento..

Dove finisce questo vento?

Dove finisce la mia  estasi nel cercarti?

Non voglio che tu svanisca mai dalla mia mente,

forse non sono nato per amarti

ma di certo non riesco a vivere senza amarti.

Addio?….No!

Sarebbe come gettare la mia infanzia

la mia giovinezza

e miei sogni di uomo

nel fango della nullità..

Ridatemi il mio cerchio d’argento

voglio ritornare all’ombra del mio mandorlo fiorito

e cedere alle correnti del vento…

Carmelo Caldone

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L’ira delle nevi


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Disgeli e passioni ritorneranno nelle strade

con quelle vaghe promesse terrene del sempre

ma fra i mari e gli orizzonti

rimarrà per sempre quella linea del sogno

che non si confonde col bacio freddo del reale.

E’ tempo dell’ira delle nevi

sulle anime distese della terra,

quelle anime che affidarono

alla pienezza di un solo respiro

l’istante eterno di un’ incontro.

E’ tempo dell’ira delle nevi

sulle tracce che non si ricongiungono….

Carmelo Caldone

Tratto da: “Le mie meditazioni”


Miei cari, stasera la mia penna è ferma,

ferma come una foglia  dolente in un lago senza correnti,

ma devo andare…devo andare a prenderla

poichè è l’unica che non potrà mai abbandonarmi.

Carmelo Caldone

La stazione


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Non voglio fermarmi in nessun luogo

ma voglio andare altrove

dove la felicità si  rinnova nell’ignoto.

Voglio vedere le città e i paesaggi

scorrere nelle vene dei miei sogni

e purificarmi dalle convenzioni quotidiane

che hanno solo parole nel vuoto.

Non amo solo perchè è necessario amare

ma voglio amare

a chi consegna in olocausto il proprio  cuore

ad un amore perduto.

Che senso ha rimanere in un luogo

quando sento forte in me il grido delle muse

e mi dicono di andare  laddove si perdono le città

nella violenza dei treni che passano.

Carmelo Caldone

Il tuo silenzio è incantevole


Il tuo silenzio è incantevole

come il candore del cielo

che si prepara alla neve.

Immerso nei tuoi occhi

lascerò fuori tutte le correnti della vita

da non avere nemmeno la certezza di vivere.

Il tuo silenzio è incantevole

come il volo irrequieto dell’aquila marina

sulla bellezza delle onde…

Carmelo Caldone

Libellula (seconda parte)


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Rimani sospesa

e di gentile volo nei porti del mio tempo.

Mi trovi ancora  fra le rovine dei miei pensieri

per donarmi il felice miraggio della vita.

Non so se  verrai per sempre alle mie catene

quando anche tu combattuta dal vento

tentennerai nell’aria dell’ignoto  domani.

Quanta grandezza hai nel semplice seguire

il mio preoccupante  sguardo  fra le onde dell’incertezza

e fra le rive irraggiungibili della mia pace.

Cali in me delicata, leggera, discreta

e sani l’oscuro vulcano delle mie idee stanche.

Quanta grandezza stasera nel mio pensarti

oh libellula nel vortice di questi respiri,

luce immediata nella bruma di sensazioni perdute,

volante , bella , delicata,incorruttibile

dolce creatura nella folla tumultuosa del mondo.

Carmelo Caldone

L’arciere azzurro


Arciere azzurro con frecce di fuoco,

partiamo da questo semplice vivere

e nutriamo le nostre ali con un vento regale.

Partiamo su treni impossibili

che non si propongono stazioni.

Sei la fiammeggiante creatura

vermiglia nelle guance come un’aperta rosa

e scura nei capelli come ardite scritture

che tracciano passioni nell’aria.

Per meglio decantarti  ci vuole  un’altra vita,

la mia è vana ed il mio lirismo è futile,

ci vogliono angeli poeti

che arpeggino con la mezza luna.

Arciere azzurro…donna sublime

incontaminata dal vortice sensuale

di una vita miseramente passeggera.

Mio arciere azzurro,

metafora di un sogno irraggiungibile

fammi attendere il mio servo cieco del nulla

per farmi legare il petto sfinito dal canto

ma egli non potrà mai distruggere

quello che creai intorno alla tua figura,

ne parleranno i miei posteri

ne parlerà la mia fredda pietra

tinta dal sole.

Carmelo Caldone